Quando si lavora e la mole dei dati cresce la cosa più importante è l’ordine: distinguere i file e classificarli diventa non solo una questione di praticità, ma un’operazione vitale.
Quando usiamo la suite di Google per creare documenti di testo o fogli di calcolo o altro materiale, possiamo organizzare tutti i file in cartelle, segnalare come speciali quelli che interessano maggiormente o esportarli in locale.
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Quando si cambia il pc, è possibile mantenere le vecchie impostazioni e salvare i dati del proprio profilo, senza essere così costretti a ricrearsi tutto da zero.
In Windows, dalla versione 2000 in poi, è disponibile una cartella, sotto la root principale (il disco C), che si chiama “Documents and Settings“, e che contiente tutti i profili degli utenti che si vanno ad autenticare sul pc, siano essi in dominio o in locale. Di default troveremo Defaul User e All User, più le cartelle di ogni utilizzatore del pc (quindi, se voi entrate in Windows come Mario Rossi, troverete una cartella che si chiamerà “Mario Rossi”).
Esportando questa cartella (“Mario Rossi”), oltre a salvare tutti i file presenti sul Desktop e nella cartella Documenti, avrete anche la possibilità di esportare il file pst del backup della posta di Outlook.
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Una delle peculiarità di OpenOffice, riproposta anche nella versione 3.0, è quello di integrare il supporto per l’esportazione dei documenti in formato PDF (Portable Document Format). Per Microsoft Office 2007 abbiamo già visto che è necessario installare un plugin rilasciato dalla stessa Microsoft per fare questa operazione.
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